Newsletter n. 4 del 12 febbraio 2025

  • Categoria dell'articolo:News / Trasparenza

Piano nazionale anticorruzione

Aggiornamento 2024 

  • L’ Aggiornamento 2024 al PNA 2022 è rivolto ai comuni con popolazione al di sotto dei 5000 abitanti e con meno di 50 dipendenti e fornisce indicazioni per elaborare i contenuti della sezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) che i comuni sono chiamati ad adottare. L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha inteso quest’anno supportare tali enti nella consapevolezza che, nella maggioranza dei casi, dispongono di ridotti apparati strutturali ed organizzativi.
  • L’Aggiornamento, adottato con delibera n. 31 del 30 gennaio 2025, tiene conto sia delle semplificazioni che il legislatore ha introdotto per le amministrazioni di piccole dimensioni (meno di 50 dipendenti), sia delle semplificazioni per i piccoli comuni individuate da Anac nei precedenti PNA.

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Rapporto di Transparency International

Presentato il Rapporto sulla percezione della corruzione in Italia

  • Transparency International ha pubblicato  l’edizione 2024 dell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI), il principale indicatore globale della corruzione nel settore pubblico. L’Indice assegna un punteggio a 180 Paesi e territori di tutto il mondo in base alla percezione della corruzione nel settore pubblico, utilizzando dati provenienti da 13 fonti esterne. I punteggi riflettono le opinioni di esperti. Il CPI 2024 si concentra su come la corruzione stia indebolendo l’azione per il clima in tutto il mondo.
  • Il punteggio dell’Italia nel CPI 2024 è di 54 e colloca il Paese al 52° posto (dal 42esimo posto dell’anno precedente) nella classifica globale ed al 19° posto tra i 27 Paesi membri dell’Unione Europea. Nell’ambito di una tendenza alla crescita, con +14 punti dal 2012, il CPI 2024 segna il primo calo dell’Italia (-2).
  • “Il passaggio dalla 42esima alla 52esima posizione nella classifica globale di dell’indice di Transparency International segna per l’Italia un brusco salto indietro, estremamente preoccupante, e vanifica tanti sforzi fatti negli ultimi anni, guadagnando credibilità interna ed internazionale.”, ha detto Giuseppe Busìa, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), l’11 febbraio 2025, alla presentazione dell’indice CPI 2024 di Transparency International. “Tale risultato incide negativamente sulla fiducia dei cittadini, quanto mai preziosa in questo delicato momento storico, oltre a ridurre l’attrattività del nostro Paese agli occhi degli investitori esteri, con conseguente perdita di occasioni di crescita e sviluppo”. 
  • “Purtroppo, pesano alcune scelte recenti, quali l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, che ha lasciato aperti diversi vuoti di tutela, o l’innalzamento delle soglie per gli affidamenti diretti di servizi e forniture fino a 140mila euro, che oltre a ridurre la trasparenza, rischia di far lievitare la spesa pubblica. E pesa il mancato impegno rispetto a interventi normativi che a livello internazionale ci sollecitano da troppi anni, come l’assenza di una seria disciplina sulle lobby, non criminalizzatrice ma improntata alla assoluta trasparenza, e l’estensione delle regole su conflitti di interessi, sulle incompatibilità e sulle incoferibilità anche alle cariche politiche, mentre noi –pur con una normativa certamente da rivedere- ci siamo fermati a livello amministrativo e dirigenziale” ha spiegato Busia.
  • “Recuperare è possibile – ha concluso Busìa – ma richiede volontà politica di tutti: ricordo solo che tre anni fa, presentando nel 2022 lo stesso indice, avevamo festeggiato il fatto di aver scalato ben 10 posizione.

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Piano integrato di attività e organizzazione

Per gli enti locali differito al 30 marzo 2025 il termine di adozione del Piao

  • Per i soli enti locali è differito al 30 marzo 2025, dal 31 gennaio, il termine ultimo per l’adozione del Piao (Piano integrato di attività e organizzazione) e della sezione relativa ai rischi corruttivi e alla trasparenza.
  • È quanto stabilito nel comunicato del Presidente Anac, Giuseppe Busia, del 30 gennaio 2025, tenuto conto del differimento al 28 febbraio 2025 del termine per l’approvazione del bilancio di previsione 2025/2027 per gli enti locali, che è stato disposto con decreto del Ministro dell’Interno del 24 dicembre 2024. 

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Contratti pubblici

Nei primi due quadrimestri 2024 diminuzione per i lavori rispetto al 2023

  • Una crescita in tutti i settori a livello di numerosità degli appalti e, soprattutto, a livello di importo, con il maggiore incremento dal punto di vista dei valori economici, in termine congiunturali, registrato dal settore dei servizi. 
  • È quanto emerge dal Rapporto quadrimestrale sul mercato dei contratti pubblici del 2° quadrimestre 2024 (maggio-agosto) elaborato da Anac, in raffronto ai dati elaborati nell’analogo Rapporto relativo al 1° quadrimestre (gennaio-aprile) dello scorso anno: due documenti, messi a punto dall’Ufficio statistico, studi e analisi banche dati dell’Autorità, che si caratterizzano per aver tenuto in considerazione le innovazioni realizzate dalla nuova disciplina riguardante la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici, prevista nel nuovo Codice degli appalti e con piena efficacia proprio dall’inizio del 2024, che ha cambiato il paradigma di rilevazione e raccolta dei dati all’interno della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (Bdncp).

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Nuova piattaforma della Trasparenza dei servizi pubblici locali

Relazioni annuali degli enti pubblici locali, pubblicazione online con piattaforma Anac

  • È stata rilasciata sul portale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione la nuova versione della piattaforma della Trasparenza dei servizi pubblici locali, disponibile ora nella pagina dedicata al servizio Trasparenza dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
  • Tale versione rappresenta un’evoluzione della piattaforma avviata dal 2023, e implementa le funzionalità per la trasmissione ad Anac delle Relazioni annuali come da decreto legislativo 201/22 (Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica). 

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Piano Triennale per la prevenzione della corruzione 2025-2027

Avviata consultazione on line

  • Pubblicata la decima edizione del Piano Triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’Anac per il triennio 2025-2027. Il documento è proposto in Consultazione pubblica aperta a tutti gli stakeholder fino al 28 febbraio 2025 al fine di acquisire eventuali proposte ed osservazioni. I contributi dovranno pervenire all’Autorità esclusivamente seguendo le indicazioni della Consultazione on line.

Focus atti Anac

Informazioni contenute in ‘Amministrazione trasparente’: non si possono mettere filtri e blocchi
  • Si possono mettere filtri, blocchi e accessi limitati alla sezione “Amministrazione Trasparente” di un Comune per evitare che vengano carpiti dati personali pubblicati online ai fini di addestrare l’intelligenza artificiale generativa?
  • No, in base al quadro normativo attuale (decreto legislativo n. 33/2013)  non è possibile. Non si possono “introdurre soluzioni tecniche atte ad impedire ai motori di ricerca web di indicizzare ed effettuare ricerche all’interno della sezione Amministrazione trasparente, anche al fine di prevenire il web scraping”. Ciò perché in contrasto con quanto previsto dal decreto legislativo n. 33/2013.

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Responsabile di progetto rinviato a giudizio, attenzione al conferimento di funzioni dirigenziali
  • Nel caso di un dipendente comunale rinviato a giudizio, per fatti penalmente rilevanti commessi come Rup (Responsabile unico di progetto) nell’ambito di un contratto di appalto per la realizzazione di lavori, è opportuno che l’amministrazione “ponderi adeguatamente il conferimento a tale soggetto di funzioni dirigenziali nell’area dei contratti pubblici, valutando se una simile decisione possa arrecare pregiudizio all’immagine dell’ente avuto riguardo, in particolare, allo stato del procedimento penale in corso nell’ambito del quale il Comune è stato individuato quale persona offesa dal reato”. Questo, precisa l’Autorità Nazionale Anticorruzione, anche se “nel caso di specie i reati per i quali è stato disposto il rinvio a giudizio non rientrano né tra quelli indicati dall’art. 7 l. n. 69/2015 né tra quelli ricompresi nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale”. 
  • In sostanza, è opportuno che l’amministrazione riporti gli esiti delle riflessioni svolte in un provvedimento apposito, così da garantire la massima trasparenza delle proprie determinazioni.

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Il vincolo temporale per individuare chi realizza un progetto Pnrr non giustifica il frazionamento dell’appalto
  • Il vincolo temporale per individuare chi realizza un progetto Pnrr non può giustificare il frazionamento dell’appalto in cinque distinte procedure negoziate per importi inferiori alla soglia di rilevanza europea, stante il valore complessivo sopra-soglia degli affidamenti in esame. E’ necessario, infatti, indire un’unica gara d’appalto da suddividere in lotti per la realizzazione del progetto. 
  • È quanto ha chiarito Anac con Atto a firma del Presidente, approvato dal Consiglio dell’Autorità il 14 gennaio 2025 in relazione ad un progetto riguardante l’ammodernamento di un centro di raccolta comunale e ottimizzazione della raccolta differenziata attraverso contenitori ad accesso controllato di un Comune abruzzese, del valore complessivo di oltre un milione di euro, ammesso al finanziamento nell’ambito del Piano Nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con decreto dipartimentale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

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Abnorme ritardo per lavori non conclusi a dieci anni dall’aggiudicazione
  • Risulta in contrasto ai criteri di efficacia ed efficienza la gestione di un appalto di lavori, relativi al sistema fognario-depurativo comunale, che a circa dieci anni dall’indizione della gara non siano ancora conclusi.
  • È quanto rimarcato da una delibera Anac, la n. 331 del 2024, relativa a un’attività di vigilanza svolta su un appalto di un piccolo Comune della provincia di Salerno, a seguito di un esposto di un referente di un’associazione di consumatori ed utenti che aveva lamentato una cattiva gestione.
  • La vicenda riguarda la realizzazione di lavori di collegamento delle reti fognarie al depuratore comunale, di manutenzione di tratti di fognatura e ampliamento della rete fognaria: progetto che era stato ammesso a finanziamento dalla Regione Campania, impegnata a sua volta in accertamenti sul ritardo nella messa a disposizione dell’opera alla collettività e sulle problematiche relative alla contabilizzazione dei lavori.

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Chi ha svolto ruoli nella progettazione di un’opera non può essere componente del Collegio Consultivo Tecnico
  • Non può assumere l’incarico di componente di un Collegio consultivo tecnico delle opere pubbliche chi ha svolto o svolge sia per la parte pubblica, sia per l’operatore economico affidatario attività di controllo, verifica, progettazione, approvazione, autorizzazione, vigilanza o direzione sui lavori oggetto dell’affidamento. Pertanto, colui che ha svolto un qualsiasi ruolo sostanzialmente incidente sull’attività di verifica della progettazione di un’opera non può poi assumere l’incarico di componente del Collegio tecnico del relativo contratto.

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Nelle gare va verificato se il contratto applicato è equivalente o meno a quello richiesta nel disciplinare
  • In una procedura di gara, la stazione appaltante deve verificare se sia equivalente o meno il contratto applicato dal concorrente rispetto a quello indicato nel disciplinare.
  • E’ quanto viene chiarito da parere di precontenzioso Anac n. 14, approvato dal Consiglio dell’Autorità il 14 gennaio 2025.
  • Nel caso specifico preso in esame, quello dell’eliporto di Bolzano e del servizio affidato dall’Azienda sanitaria della Provincia di Bolzano, va applicato il contratto ANGAF e non quello ANISA, giudicato dalla stazione appaltante più sfavorevole per i lavoratori.

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No esclusione automatica dalla gara per impresa condannata con sanzione interdittiva non esecutiva
  • In caso di sentenza di condanna non definitiva, con sanzione interdittiva non esecutiva, la stazione appaltante non può procedere all’esclusione automatica dell’operatore economico. Deve, invece, valutare il reato-presupposto a cui è stato condannato in via non definitiva l’operatore economico nell’ambito del grave illecito professionale, ai sensi e nei termini di cui all’art. 98 del codice. Spetta, inoltre, in via esclusiva alla stazione appaltante valutare le misure di self cleaning adottate dall’operatore economico.
  • E’ quanto ha deliberato Anac con parere di precontenzioso n. 9 approvato dal Consiglio di Anac del 14 gennaio 2025.

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Fonte: anticorruzione.it